<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>[questo non è un blog]</title>
      <link>http://www.al3sim.com/</link>
      <description>Girls Just Wanna Have Fun
and no one cares about your blog.</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2008</copyright>
      <lastBuildDate>Mon, 30 Jun 2008 23:14:55 +0100</lastBuildDate>
      <generator>http://www.sixapart.com/movabletype/</generator>
      <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs> 

      
      <item>
         <title>Invite &quot;Mail Delivery Subsystem&quot; to chat</title>
         <description><![CDATA[<div style="text-align: center;">ovvero<small><br>
di come si scopre che quello che scrivi non ha nessun significato.</small></div>

<p>La banderuola segnavento sta appesa moscia sopra al palo d'acciao su in terrazza. L'hanno presa all'<tt>IKEA</tt> per qualche euro. I vicini della Lega-ovest pensavano fosse una bandiera dai reconditi significati. Anche quelli della Lega-est la pensavano allo stesso modo. Abbiamo rischiato grosso e io ho avuto molta paura, ma ora è tutto ok: il nostro ambasciatore è rientrato sano e salvo. Dietro la banderuola, all'orizzonte, una montagna nera cova bagliori intermittenti dentro di sé. La sto a guardare mentre con le mani strizzo insetti pregni del mio sangue appena munto. Gatto Morto gioca a nascondino tra i cespugli di salvia e lavanda. Le pupille, nei suoi occhi, hanno divorato del tutto le iridi giallo-verdastre.</p>

<p>Faccio docce in continuazione. Appena chiuso il rubinetto, esco coi piedi bagnati sul pavimento umido. Prendo il piccolo specchio dalla seconda mensola dello stipetto bianco e do inizio alla ricerca sulla superficie della mia pelle. Cerco di vedere se da qualche parte si siano per caso ricordati di indicare la data di scadenza. Sul cartone del latte c'è scritto. Anche sul guscio delle uova, e lo stesso vale per la schiuma da barba (che era scaduta visto che sono anni che non mi rado più). Sui libri invece non c'è la scadenza anche se secondo me dovrebbero, almeno per alcuni. Poiché non ci sono indicazioni evidenti, suppongo di dover unire i nei sparsi su braccia, schiena, pancia, gambe, viso con un <tt><em>tratto</em>MARKER</tt> rosso. Così faccio. So di non essere la soluzione. Guardo le linee allo specchio:</p>
<div style="text-align: center;"><p>OTSERP</p></div>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/invite_mail_delivery_subsystem_to_chat.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/invite_mail_delivery_subsystem_to_chat.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
         <pubDate>Sun, 29 Jun 2008 20:41:18 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Il labirinto di Mandelbrot</title>
         <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a target=_blank href="http://www.al3sim.com/labirinto/"><img alt="mandelbrot_banner.jpg" src="http://www.al3sim.com/archives/images/mandelbrot_banner.jpg" width="441" height="56" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></a></span>

Se qualcuno oggi se ne esce ancora con la frase "Che caldo oggi!", giuro: tiro fuori l'accendino e do alle fiamme il malcapitato, seduta stante. Lo so da me che fa un caldo schifo, lo sento sulla mia pelle, lo vedo sulla pelle sudata delle persone che incontro per strada e lo annuso nell'aria pestilenziale dei mezzi pubblici.
Comunque sia: ne avevo discusso quasi un anno fa con <a target=_blank href="http://bladerunnering.splinder.com/"><strong>mb</strong></a> di questa cosa, della cosa che sto per spiegare. Forse è una cazzata senza precedenti, non m'importa questo, ma ormai di tempo ne è passato e vorrei mettere in pratica questa cosa. Che cosa? 
Quante storie ci passano intorno ogni giorno? Moltissime. E quante storie abbiamo dentro di noi? Dipende. Dipende da quanto e quante volte le nostre storie si sono scontrate con quelle che ci circondano, credo. E allora come sarebbe provare a scrivere di questi incroci, di questi labirinti di esistenze? Il labirinto di Mandelbrot (il nome era venuto in mente sempre a <strong><a target=_blank href="http://bladerunnering.splinder.com/">mb</a></strong>) vorrebbe provare a essere appunto questo: un esperimento, sostanzialmente, al quale potrà partecipare chi vorrà. Sarà sufficiente accedere al link che tra poco seguirà e proseguire le parole che già sono scritte, magari modificarle, cancellarle, collegarsi a degli oggetti che appaiono tra una parola e l'altra, oppure introdurre altre storie, altre persone, altre pagine. Basta usare l'immaginazione (se ci fosse bisogno di chiarimenti, ci sono i commenti qui sotto).
Sono curioso di vedere cosa ne uscirà.

<div style="text-align: center;"><strong><a target=_blank href="http://www.al3sim.com/labirinto/"><small>[entra nel Labirinto di Mandelbrot]</small></a></strong></div>
<br>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/il_labirinto_di_mandelbrot.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/il_labirinto_di_mandelbrot.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">esperimenti</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">letteratura</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">lettere</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">letture</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">mandelbrot</category>
        
         <pubDate>Wed, 25 Jun 2008 11:00:10 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>le parole non servono</title>
         <description><![CDATA[<script language="JavaScript" src="http://www.al3sim.com/audio/audio-player.js"></script>
<object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.al3sim.com/audio/player.swf" id="audioplayer5" height="24" width="290">
<param name="movie" value="http://www.al3sim.com/audio/player.swf">
<param name="FlashVars" value="playerID=5&amp;soundFile=http://www.al3sim.com/archives/mp3/lpns.mp3">
<param name="quality" value="high">
<param name="menu" value="false">
<param name="wmode" value="transparent">
</object>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/le_parole_non_servono.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/le_parole_non_servono.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">musica</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">suoni</category>
        
         <pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:44:41 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Spazio sicuro</title>
         <description><![CDATA[In fondo al giardino, al di là della rete di recinzione, quest'anno hanno seminato il granturco. Le piante sono già molto alte, superano il metro di altezza. Tra qualche settimana avranno raggiunto l'apice del loro sviluppo e la linea dell'orizzonte non sarà più visibile del tutto. Solo le sagome dei colli più alti spunteranno come isole di un arcipelago sulla vasta superficie verde mossa dal vento freddo dell'estate che non arriva più. Milioni di anni fa era così: qui era tutto sommerso dal mare, barriere coralline, pesci colorati, vegetazione lussureggiante e tutto il resto, con la sola differenza che non c'era nessuno a prendere il sole sulla battigia, soltanto qualche grossa lucertola, forse. E forse era meglio così.
Il verde profondo che si annida nel fitto delle piante mi porta indietro di nuovo, anche se questa volta di qualche decina d'anni soltanto e non di intere ere geologiche. Il posto è lo stesso nel quale mi trovo ora anche se tutto è diverso: il vigneto è più giovane e ci sono alberi che ora non esistono più perché morti o sradicati. Fisso lo spazio profondo, il punto di fuga creato dai diversi filari di granturco e vedo un ragazzino che mi assomiglia infilarsi da solo in quel labirinto seriale creato dalla macchina da semina. Ricordo la sensazione di essere di statura più piccola, perché ancora dovevo crescere: abitavo in un mondo costruito per mostri giganti dove gli interruttori erano fuori dalla portata delle mie mani e sedersi su una sedia era come salire sopra un'automobile. Forse proprio per quel motivo cercavo di sparire, di allontanarmi, di trovare uno spazio sicuro dove non mi avrebbero potuto trovare, dove potevo illudermi che non ci fosse più nessuno di così mostruosamente enorme e pieno di problemi assurdi. Là dentro, nel cuore del campo di granturco, non esisteva più né il tempo né lo spazio: stavo in fondo al mare verde e guardavo il cielo sopra il pelo della superficie.

<a href="http://www.al3sim.com/archives/pdf/spazio_sicuro.pdf"><div style="text-align: right;"><small>[per chi trovasse fastidioso leggere a monitor]</small></div></a>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/spaziosicuro.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/spaziosicuro.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">reminiscenze</category>
        
         <pubDate>Sat, 14 Jun 2008 21:49:27 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title></title>
         <description>Che avranno mai da cantare tutti questi grilli?</description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/che_avranno_mai_da_cantare.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/che_avranno_mai_da_cantare.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
         <pubDate>Sun, 08 Jun 2008 22:15:45 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Questo è il titolo di oggi</title>
         <description><![CDATA[I servizi del Tg2 sono fantastici: mi fanno venir voglia di fare del male a qualcuno, molto male. Cominciano a prudermi le mani e devo alzarmi da tavola. Non posso uscire perché piove. A dirla tutta, diluvia rumorosamente: grosse gocce e pezzi di ghiaccio cadono a terra. Fogli ovunque sulla scrivania, elastici aggrovigliati, riviste, libri, fotocopie, scontrini di posti lontani, colla, gel, cd, pennarelli, vetro, fili, telefoni: oggetti ai quali posso dare sempre un nome ma che non si lasciano comprendere fino in fondo. Quello che avrei dovuto fare non lo posso più fare e me ne rammarico. Ho un funzionamento così semplice da fare schifo.
Scrivo cose che già so.

<tt>*** aggiornamento: ore 19.46 ***</tt>
Si è fatto buio. Il blu profondo del cielo divora il verde degli alberi. I pioppeti tremano di paura. Una calma che non presagisce niente di buono. Gli animali si preparano al peggio. È buio, anche dentro.

<tt>*** aggiornamento: ore 00.20 ***</tt>
È giugno.
Fa freddo.
Il telefono piange. 
Le lumache fanno <em>crack</em>
sotto le scarpe di gomma.]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/questo_e_il_titolo_di_oggi.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/06/questo_e_il_titolo_di_oggi.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
         <pubDate>Thu, 05 Jun 2008 13:50:35 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Domenica</title>
         <description><![CDATA["L'importante è che stiano seduti loro" dice a proposito dei figli il padre che è appena salito sulla carrozza.
&#160;Ho qualcosa dentro l'avambraccio sinistro, vicino al polso, nella parte bianca e senza peli disegnata dalle vene bluastre, appena sottopelle, dove passano tutti i fasci di nervi che vanno verso le dita. Penso sempre a quella famosa scena di Terminator ogni volta che guardo quel preciso punto del mio corpo.
&#160;Un'altra famigliola si è seduta nei sedili di fronte, un padre con due bambini, maschio e femmina. Vanno tutti a Venezia. La bambina, vestita di rosa, è molto curiosa e si alza in piedi in continuazione per vedere cosa mai io stia combinando con il computer sulle ginocchia.
&#160;Il corpo estraneo è solido e scuro. Si riesce a intravedere sotto lo spesso strato di pelle che lo ricopre. Se lo premo con il pollice e l'indice della mano destra per saggiarne la consistenza, provo dolore. Non riesco a capire dove e quando ma, soprattutto, come sia potuto succedere. Non ne conservo memoria.
&#160;La bambina avrà sì e no quattro anni, gli occhi azzurri e freddi del padre che le sta seduto a fianco. Si atteggia: guarda l'orologio rosa troppo grande per il suo polso. Sicuramente non riesce a comprendere il significato dei segni riportati sul quadrante. Ogni tanto tiene il mento appoggiato sulla mano e gli occhi puntati fuori dal finestrino, forse per sentirsi più grande.
&#160;Ho dormito decisamente male. Mi inseguivano e io scappavo. Mi nascondevo e loro mi trovavano comunque. Manca la musica. 
&#160;La ragazzina non desiste e tenta in tutti i modi di avvicinarsi. Allunga la testa oltre il bordo del monitor. Comincia a diventare davvero irritante ora. Il padre non se ne cura e la lascia fare. Sembra annoiato. Non mostra alcun entusiasmo, al contrario di sua figlia che dice cose del tipo "camminiamo sul marciapiede, vicino al mare... gabbiani..." senza mai stare ferma.
&#160;Padova. Gente che si alza e se ne va, gente che sale. Tedeschi. "Ho chiamato sul telefonino ma non hai risposto" dice l'uomo anziano con la giacca beige seduto alla mia sinistra. Poi riattacca e sospira. 
&#160;Non faccio che pensare a quella cosa scura che ho dentro. Forse una scheggia entrata chissà quando, rimasta lì senza che io me ne accorgessi. Dovrei andare dalla dottoressa per farle dare un'occhiata, penso. Mi direbbe che non è nulla e che è normale. È sempre tutto normale per la mia dottoressa.
&#160;Una volta sono andato nel suo ambulatorio dicendole che avevo un forte dolore all'altezza dello stomaco. Lei stava dall'altra parte della scrivania. Non ha nemmeno alzato lo sguardo dalle ricette che stava compilando con aria annoiata. Annuiva mentre cercavo di illustrarle i sintomi del mio male. Poi ha detto che si trattava di "un virus stagionale. Ne ho visti tanti in questo periodo". Non capisco perché io continui ad affidarmi alle sue cure.
&#160;Padova ora non c'è più. Spesso ho l'impressione sia il treno a rimanere fermo e tutto il resto a muoversi. Dipende dai punti di vista. Ho dieci euro nel portafogli. Dovrebbero bastarmi per oggi.
&#160;La bambina, se non si calma un attimo, tra non molto finirà per fracassarmi il portatile. Chissà come mi comporterei in una situazione simile. Ora ha le dita nel naso e il padre guarda da un'altra parte senza mai dirle nulla. Non credo potrei avere dei figli.
&#160;Una scheggia di ferro, ecco. Oppure di legno. Magari l'ho calpestata quando da piccolo camminavo coi piedi nudi a casa di mio nonno e, per vie a me misteriose e sconosciute, ha viaggiato nel buio del mio corpo nel corso degli anni, incurante di quanto accadeva fuori, per poi terminare il suo viaggio nel mio avambraccio sinistro.
&#160;La bambina ha tutta l'aria di essere animata da qualche spirito maligno. Fortunatamente non credo in queste cose qui ma, se ci credessi, gli spiriti maligni avrebbero le fattezze dei bambini piccoli.
&#160;Da piccolo facevo esplodere le cavallette con i petardi: legavo le miccette sul dorso dell'insetto di turno con del filo da cucire sottratto dalla cesta dove mia nonna teneva tutto il necessario per rammendare. Accendevo la miccia con un fiammifero e lasciavo l'animaletto libero. Aveva il tempo per fare due o tre balzi, a volte anche quattro. Poi la piccola esplosione. Una zampa qui, un'elitra là. Non sempre bastava un solo petardo per farla finita.
&#160;Richiamo alla memoria ricordi distanti, che non uso più tanto. O forse sono  soltanto immagini che ho costruito negli anni in base a quello che i miei  raccontavano a proposito della mia infanzia. Il fatto che io fossi così buono e tranquillo non lo ricordo per niente. Che fine hanno fatto tutti quegli istanti? Magari ero pure io così, come la bambina che ora sta qui davanti a me.
&#160;Quella cosa nel braccio... da quanto se ne sta lì? Perché non riesco a ricordarmi nemmeno il momento in cui mi sono accorto per la prima volta della sua esistenza? Ho sempre il terrore di non essere me stesso, di essere un altro e di non saperlo. Ho letto troppi racconti di fantascienza...
&#160;A Mestre scendo. Numerosi monitor a cristalli liquidi stanno appesi in serie sotto le pensiline. Passano tutti le stesse immagini in simultanea. Gianni Morandi - che assomiglia incredibilmente a Romolo Bugaro, o viceversa - canta a volume spropositato "stringi le mie mani, non aver paura" per la pubblicità del lotto.
&#160;La cosa che ho nel polso comincia a muoversi.

<a href="http://www.al3sim.com/archives/pdf/domenica.pdf"><div style="text-align: right;"><small>[se mai qualcuno un giorno volesse stampare tutto ciò]</small></div></a>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/domenica.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/domenica.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">me&amp;me</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">provincia</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">treni</category>
        
         <pubDate>Sun, 25 May 2008 20:28:06 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Baciabanchi</title>
         <description><![CDATA[Vado alla presentazione del nuovo libro dello <em>Scrittore Coi Capelli Unti</em>. Ci vado dopo una decisione frettolosa presa su due piedi, in seguito anche a una latente nonché inespressa rototraslazione delle basse sfere, mentre già con la macchina me ne sto andando da un'altra parte, sotto la pioggia. 
&#160; Arrivo con quasi mezz'ora di ritardo. La sala all'interno del chiostro restaurato, ormai gremita di persone ben vestite e abbronzate, si gira nella mia direzione con un'ineccepibile coreografia di teste. Da questo e da altri particolari realizzo che, pochi minuti prima, sarebbe stato meglio io non avvessi invertito la direzione della macchina per andare alla presentazione. Ma oramai mi trovo lì e cerco con lo sguardo un posto dove sedermi buono buono e sperare di sprofondare di nuovo tra le coccole dell'anonimato. Mi siedo su una poltroncina industriale nera tra due coppie dall'aspetto molto minimale. Mi squilla il cellulare che, nella fretta di trovare un parcheggio non troppo distante, ho dimenticato acceso. Mi scappa pure un <em>merda!</em> sibilato a denti stretti e, senza che io abbia impartito nessun ordine preciso, le mie mani hanno già trovato il tasto rosso per spegnere l'aggeggio, non prima di un breve messaggio di scuse. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yul_Brynner">Yul Brynner</a>, il cinquantenne pelato seduto alla mia destra, mi guarda sperando che io prenda fuoco e finisca in cenere di lì a pochi istanti. Penso la stessa cosa ma taccio e maledico la pessima scelta del giubbino in pelle per coprirmi dall'umidità: scricchiola ad ogni mio più piccolo movimento. 
&#160; Nel frattempo, dietro il lungo tavolo in testa alla sala, una <em>Giornalista Coi Capelli Corvini</em> si vanta con una profusione dettagliata di aneddoti di essere un'amica di vecchia data dello S<em>crittore Coi Capelli Unti</em>, fin dagli inizi della sua carriera letteraria, ben tredici anni fa, bla bla bla. Finito l'intervento i due si abbracciano e si sbaciucchiano davanti alla platea. Due vecchie sedute alle mie spalle, odorose di naftalina, attivano la modalità <tt>brusìo & chiacchiericcio</tt>, giusto per rendere ancora più piacevole la permanenza. Mi volto con garbo - ora anche Yul Brynner è dalla mia parte - con la speranza che il gesto le faccia desistere dal loro intento disturbatore. Ottengo in cambio soltanto un indifferente sorriso di cortesia. 
&#160; Prende posto al microfono tal Monsignor X che sembra essere l'unico ad aver letto il libro lì dentro, anche se poi è lui stesso il primo ad ammettere con aria colpevole di essere arrivato soltanto a pagina cinquanta. Capisco che la fatica letteraria che qui viene presentata al pubblico (e che tutti tranne me hanno già acquistato al banchetto all'ingresso e stringono ora tra le mani con l'intenzione di chiedere un autografo alla fine della serata) si occupa di temi religiosi: non per niente, alla mia sinistra noto la presenza del mio insegnante di religione delle scuole superiori che annuisce in continuazione con la testa ad ogni sillaba. Poco più in là si è appena seduto un altro influente prelato del mio paese - il posto a sedere gli è stato ceduto senza esitazioni da una donna che per poco non si è inchinata al suo cospetto - che ora ascolta con  volto inespressivo l'arringa del collega. Di lì a pochi minuti sopraggiunge pure Monsignor Z il quale è stato per anni il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dart_Fener">Darth Vader</a> del Duomo del mio paese. La <em>Giornalista Della Testata Nazionale</em>, nonché moderatrice compiacente della serata, lo invita al microfono a dire due cose non appena lo vede. Don Z si rallegra e quasi si commuove per la sopraggiunta illuminazione sulla via per Damasco dello scrittore il quale, è risaputo, non ha avuto una giovinezza per niente tranquilla e devota (l'appartenere a una famiglia bene ha portato dei notevoli vantaggi in tutto ciò). Ma di anni ne sono passati e pure lo <em>Scrittore Coi eccetera...</em>, quando interviene, confessa di aver sempre ricercato Dio in tutti i suoi romanzi e durante tutta la sua vita nei modi più disparati: offendendolo, pregandolo, sfidandolo e altre parole che terminano in "dolo". A me è sembrato un bel modo per pararsi le terga e così mi sono poi sfracellato le mani per applaudirlo, quando la sua voce profonda e impostata da accanito fumatore ha smesso di uscire dalla sua bocca. Ciliegina sulla torta: arriva pure il sindaco che dice "Questo paese AMA lo <em>Scrittore Coi Capelli Unti</em>". 
&#160; Si arriva alla fine dopo un paio d'ore. Baci, abbracci, commiati, complimenti come se piovessero (e infatti fuori pioveva). 
&#160; Suo figlio è venuto su proprio bene!
&#160; Grazie!
&#160; Complimenti! Davvero un bellissimo libro!
&#160; Grazie!
&#160; Sarà sicuramente un successo!
&#160; Grazie!
&#160; Come da copione, una fila di donne adoranti prende corpo davanti al tavolo delle conferenze ostendendo una copia vergine del libro il quale, a sua volta, fa bella mostra, in quarta di copertina, di una foto a tutta pagina dell'autore con un'espressione malandrina. Un'altra parte del pubblico, me compreso, si sposta all'assalto del rinfresco. Anche qui è tutto un "Buonasera Avvocato!" piuttosto che "Carissimo Ingegnere! Anche lei qui?": manca solo che comincino ad annusarsi il fondo dei pantaloni reciprocamente, come cani, ma poi penso che sono io quello ad essere fuori posto in tutto questo gioco.
&#160; Un paio di prosecchi e passa tutto.

<div style="text-align: right;"><small><a href="http://www.al3sim.com/archives/pdf/baciabanchi.pdf">[versione che si può stampare]</a></small></div>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/baciabanchi.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/baciabanchi.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">letteratura</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">provincia</category>
        
         <pubDate>Fri, 23 May 2008 10:28:35 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Fragile</title>
         <description>Il cielo incombeva con riflessi d&apos;inchiostro. Pioggia calda, odorosa. Il rombo dei treni e dei tuoni attraversava l&apos;aria carica e densa. Passanti di carne, con piedi, braccia, occhi e tutto quanto il resto, scendevano dal treno usando le stesse parole ma con bocche diverse. Pomeriggio. Il bar della stazione aveva i neon accesi. Attese e voci lontane rassicuravano attraverso i cellulari. Le nubi sembravano  ancora volersi schiantare al suolo. 
Portava un Barbour come era di moda tanti anni fa. Verde. Una valigia rigida con le ruote era appoggiata poco distante dalle sue scarpe consumate di pelle marrone. C&apos;era scritto &quot;FRAGILE&quot; sull&apos;adesivo appiccicato su un fianco. Gli occhiali d&apos;osso montavano lenti spesse. Allontanavano tutto quello che gli stava intorno, forse. Il maglione marrone faceva caldo sotto la giacca invernale. Le sue mani lo sfilavano dal collo. I capelli non si potevano spettinare, perché  la testa era calva. Aveva aperto la valigia in mezzo alla gente. C&apos;erano dentro una ruota di bicicletta, un copertone con le tele sfaldate. C&apos;era anche un grumo di vestiti. Mutande sporche di merda. Bollette dell&apos;ENEL. Il Corriere Della Sera. Fotografie. Sessant&apos;anni. Dentro una valigia. Sotto la pensilina della stazione.</description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/fragile.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/fragile.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">treni</category>
        
         <pubDate>Fri, 16 May 2008 00:28:00 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Splendor vacui</title>
         <description><![CDATA[<p>Il sole è alt(r)o nel cielo, malgrado il pomeriggio inoltrato. Erba secca ai lati della superficie sassosa e arsa della strada in terra battuta. Pini domestici effondono il loro odore di resina e di aghi morti nell'aria. Le acacie immobili, senza vento, senza respiro alcuno, offrono rifugio tra le loro spine rade alle cicale che sfregano le zampe in un'unica nota ritmica.</p>
<p>Il rumore della bicicletta - regalo e reperto della prima comunione -, delle sue ruote di gomma coi denti di gomma che di tanto in tanto fanno schizzare come proiettili i sassi verso direzioni non calcolabili e imprevedibili, spaventa le lucertole appiattite sulle superfici irregolari delle rocce esposte al sole. I sassi a volte rimbalzano contro il telaio metallico che per tutta risposta emette un <em>clank</em>. Altre volte sfrecciano sibilando contro altre rocce ai lati del sentiero oppure si perdono sordi tra l'erba alta.</p>
<p>Pedalo, sudo, e gli insetti mi danno la caccia, attirati dall'anidride carbonica e dal calore emesso dalla mia pelle. Non faccio caso né al sudore che mi cola copioso dalla fronte sugli occhi socchiusi per via della troppa luce, né alla sterpaglia che mi frusta di tanto in tanto i polpacci scoperti ferendomi. Non ci faccio caso, perché non prestano attenzione a  tutto questo nemmeno le pietre o le piante lì intorno. Io non sono da meno: penso solo a spingere i piedi sui pedali, con tenacia, a ritmo di cinque quarti, per salire il sentiero, pedalata dopo pedalata, e guadagnare la cima con determinazione.
Lo sterrato che svolta dietro una piccola cresta sul lato del monte si dirama in due direzioni opposte, ognuna delle quali si perde indistinta nella macchia, senza offrire possibilità alcuna allo sguardo di intuire verso quale destinazione possano portare, se verso la cima o di nuovo a valle. Appoggio i piedi a terra, prima il sinistro, poi il destro, cercando aderenza con il terreno. Sbuffo e prendo fiato mentre il caldo mi sopraffà dall'interno, a vampate in sincrono col battito del cuore accelerato. Bevo con avidità l'acqua ormai calda della boccetta di plastica. </p>
<p>E adesso che faccio?<br>
Sei troppo distante da casa per tornare indietro.<br>
Lo so.<br>
Puoi soltanto andare avanti.<br>
Eh, grazie! Ma dove?<br>
Dove vuoi tu.<br>
Vorrei tanto saperlo.<br>
Soltanto io ti posso aiutare.<br>
Credo di sapere anche questo.<br>
Allora che c'è che non va?<br>
Dovrei darti retta più spesso, ecco cosa c'è...<br>
E te ne accorgi solo ora?<br>
Credo di sì.<br>
Credi o ne sei sicuro?<br>
Ne sono sicuro.<br>
E cosa vorresti che ti dicessi, ora?<br>
Vorrei che mi dicessi cosa voglio davvero.<br>
Cosa vuoi?<br>
Saper scegliere.<br>
Ma tu sai farlo, sai? È solo che non ne sei pienamente consapevole.<br>
Ora che me lo hai detto lo so.<br>
Devi soltanto ascoltarti.<br>
È quello che sto facendo.</p>
<p>Non prendo nessuno dei due sentieri. Getto la bici e me ne fotto di chiuderla a chiave con la catena, me ne fotto delle strade battute da altri, me ne fotto degli insetti che mi danno la caccia, me ne fotto della stanchezza e del sudore. Mi immergo nella vegetazione che cresce fitta ai lati del percorso in terra battuta. I rovi mi rigano le braccia scoperte, le ragnatele mi si appiccicano al viso, pezzi di pianta secca mi si impigliano nella barba. Il bosco è vivo, respira con un crepitio di legni e cose che si muovono fuori dalla vista. Respiro, con lui, assecondandolo con riverenza. Mi sento piccolo, lascio che quella bocca verde e spalancata mi inghiotta nelle sue viscere che portano inesorabilmente verso l'alto.</p>
<p>E quando sto sopra la montagna e guardo verso il basso, verso valle, capisco un bel po' di cose: che le case sono piccole, le strade dei capelli per terra, le macchine chicchi di riso, noi dei piccoli parassiti, mentre l'orizzonte invece è così grande e distante.</p>

<small><strong><a href="http://www.al3sim.com/archives/pdf/splendor_vacui.pdf">[versione stampabile]</a></strong></small>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/splendor_vacui_1.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/05/splendor_vacui_1.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">me&amp;me</category>
        
         <pubDate>Wed, 07 May 2008 23:23:23 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>sei</title>
         <description><![CDATA[È tutta colpa di <a target=_blank href="http://ventisei.splinder.com/"><strong>Cate</strong></a>.

Sei cose che mi piace fare:
<ol>
	<li>Lasciare che i pensieri si susseguano rapidi, così tanto da perdere la cognizione di quello che mi circonda, così forte da non avere più il senso del passare del tempo e dello spazio. Gli occhi si fissano su un punto all'infinito e lo sguardo è rivolto all'interno o chissà dove;</li>
        <li>Fare lunghi giri in bicicletta. Batto sempre gli stessi luoghi e gli stessi percorsi. Di solito vado lungo l'argine del canale verso i <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode=&q=cinto+euganeo&sll=45.276668,11.664004&sspn=0.017636,0.040169&ie=UTF8&ll=45.280443,11.663446&spn=0.03527,0.080338&t=k&z=14"><strong>colli</strong></a>. Altre volte invece preferisco la pianura con il suo <em>splendor vacui</em> fatto di distese verdi, casolari abbandonati, facce stropicciate dal sole;</li>
<li>Leggere. Leggere libri che mi facciano venire la pelle d'oca, arricciare il naso, ridere, piangere, avere paura, tremare, ballare, star male, libri che mi facciano allontanare da qui (vedi punto numero uno di questa lista), che mettano in discussione le mie certezze o che le rinsaldino... ;</li>
<li>Suonare (ascoltare). Ascoltare i suoni che stanno dentro di me e tentare di tirarli fuori. Tutti abbiamo delle note che sono soltanto nostre, io penso questo. A volte bisognerebbe avere un po' di tempo per stare lì ad ascoltare. È che spesso non se ne ha la voglia perché potrebbero venirne fuori solo clangore assordante e stridore (mica male, però!);</li>
<li>Mangiare (+bacco, tabacco e venere). Ma queste credo siano cose che piacciono a tutti e forse non vale nemmeno riportarle qui;</li>
<li>Misurare. Dare una misura a tutto, trovare un posto per ogni cosa, identificare, collocare, mettere delle distanze, accorciarle, allungarle, mettere in ordine. Forse scrivo questo per avere l'impressione che tutto si possa controllare anche se so benissimo che non è mai così. Dopotutto sono anche molto disordinato e la mia camera ne è testimone.</li>
</ol>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/04/sei.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/04/sei.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">bla bla</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">varie ed eventuali</category>
        
         <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 15:40:26 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>Anno bisestile</title>
         <description><![CDATA[<em>"Ce n'est une bonne nouvelle ni pour l'Italie ni pour l'Europe".</em>
<small><div style="text-align: right;">Le Monde</div></small>

<em>"Las elecciones dejan una noticia histórica: la desaparición parlamentaria de la izquierda radical, que muere víctima de la polarización del voto tras la decisión unilateral de Veltroni de presentarse solo para no repetir la coalición de 2006. La Izquierda Arcoiris pasa del 10,4% de los últimos comicios al 3,09%".</em>
<small><div style="text-align: right;">El Pais</div></small>

<em>"Rejecting the sober responsibility of the departing prime minister, Romano Prodi, Italians chose in a moment of national self-doubt a man whose dramas - the clowning and corruption scandals, his rocky relations with his wife and political partners, his growing hairline and ever browner hair - play out very much in public".</em>
<small><div style="text-align: right;">The New York Times</div></small>

<em>"Silvio Berlusconi triumphiert: Mit einer klaren Mehrheit in beiden Kammern hat der italienische Multimillionär die Macht zurückerobert. Viele rätseln, warum die Italiener ausgerechnet den zwielichtigen Unternehmer wieder gewählt haben. Die Antwort: Il Cavaliere war nie wirklich weg vom Fenster".</em>
<small><div style="text-align: right;">Spiegel Online</div></small>

<em>"Bitteres Wahlergebnis in Italien: Der konservative Silvio Berlusconi wird ein drittes Mal Miniterpräsident werden. Kein gutes Omen."</em>
<small><div style="text-align: right;">Die Zeit</div></small>

<em>"But Berlusconi's triumph will send a shiver of apprehension through Brussels, where memories are still fresh of the way his government let Italy's public finances run out of control, threatening the stability of the euro".</em>
<small><div style="text-align: right;">The Guardian</div></small>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/04/anno_bisestile.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/04/anno_bisestile.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">bla bla</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">no-litica</category>
        
         <pubDate>Tue, 15 Apr 2008 09:44:47 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>New entry</title>
         <description><![CDATA[<a href="http://www.vibrisselibri.net/?p=357"><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="banner_cannella.jpg" src="http://www.al3sim.com/archives/images/banner_cannella.jpg" width="450" height="101" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span></a>

È uscito un altro libro <em>mostruoso</em> per <strong><a href="http://www.vibrisselibri.net">vibrisselibri</a></strong>. Si intitola <a href="http://www.vibrisselibri.net/?p=357"><strong>"Tutto deve crollare"</strong></a>, l'autore è <strong><a href="http://www.tuttodevecrollare.splinder.com/">Carlo Cannella</a></strong>. 

<blockquote>«Tutto deve crollare è, in sintesi, una riflessione sulla forza corrosiva del tempo e sull'azione propulsiva e insieme disgregante del profitto a ogni costo. L'ideale può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell'esistere, e che riverbera sul destino di ognuno l'ombra di un incolmabile e decisivo difetto d'essere».</blockquote>

L'immagine di copertina è opera di <strong><a href="http://www.marcocannella.com/static/guestbook.cfm">Marco Cannella</a></strong> (non sono parenti anche se il cognome potrebbe trarre in inganno).
Il libro, al solito, è disponibile per lo scaricamento gratuito seguendo vari link da qui o usando come chiave di ricerca "vibrisselibri".]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/04/new_entry.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/04/new_entry.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">carlo cannella</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">letteratura</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">lettere</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">letture</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">vibrisselibri</category>
        
         <pubDate>Wed, 09 Apr 2008 19:46:34 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>11111</title>
         <description><![CDATA[Non ci crederà nessuno, ma domenica scorsa, il 23 marzo 2008, ho festeggiato il mio <a href="http://www.libidomeccanica.it/blog/archives/000593.html"><strong>11111</strong></a> (undicimilacentoundicesimo) giorno di vita. Il problema è stato trovare tutte le candeline e una torta abbastanza grande per contenerle tutte.
Ho mangiato e bevuto così tanto, pervaso dalla gioia incontenibile, che sono stato poco bene per i due giorni successivi (rispettivamente il giorno numero 11112 e numero 11113). Ho mangiato salsicce alla brace, polenta abbrustolita, stufato di fagioli, spinaci, risotto di funghi, melanzane alla parmigiana, torta salata al radicchio trevigiano, pasticcio con ragù di carne, colomba con l'uvetta e le mandorle, caffè, grappa e la famosa Tagliatella di Bassano. Quei meravigliosi cantucci poi sono scomparsi in un battibaleno, tanto erano squisiti, nonostante non avessi del Vin Santo per accompagnarli ma del Grecale di Sicilia (che comunque ha fatto il suo dovere). Mi girava la testa, barcollavo, i capelli di paglia e la barba moquette. Non era un bello spettacolo ma ero felice comunque perché 11111 è un bel numero.
Ho pensato che quando festeggerò il 22222 giorno della mia vita sarà il 25 agosto del 2038, avrò quasi sessantuno anni e chissà cosa starò facendo, chissà se mi ricorderò che quello è il mio ventiduemiladuecentoventiduesimo giorno di vita. Domande senza una risposta, come al solito. Intanto mi accontento del mio undicimilacentoquindicesimo giorno: fuori piove, il cielo è grigio e poi magari esco lo stesso con la mia pashmina beige intorno al collo.]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/03/11111.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/03/11111.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">cazzate</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">varie ed eventuali</category>
        
         <pubDate>Thu, 27 Mar 2008 13:38:34 +0100</pubDate>
      </item>
      
      <item>
         <title>un giorno da ricordare</title>
         <description><![CDATA[<div style="text-align: center;">Una bottiglia di plastica cade sul selciato<br>
Una panca rossa al sole<br>
Le mie mani fredde che scaldano<br>
Non sentire più la stanchezza di giorni,<br>
di mesi.

<script language="JavaScript" src="http://www.al3sim.com/audio/audio-player.js"></script>
<object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.al3sim.com/audio/player.swf" id="audioplayer4" height="24" width="290">
<param name="movie" value="http://www.al3sim.com/audio/player.swf">
<param name="FlashVars" value="playerID=4&amp;soundFile=http://www.al3sim.com/archives/mp3/ugdr.mp3">
<param name="quality" value="high">
<param name="menu" value="false">
<param name="wmode" value="transparent">
</object></div>]]></description>
         <link>http://www.al3sim.com/archives/2008/03/un_giorno_da_ricordare.html</link>
         <guid>http://www.al3sim.com/archives/2008/03/un_giorno_da_ricordare.html</guid>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">blog</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">deepinside</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">musica</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">suoni</category>
        
         <pubDate>Wed, 19 Mar 2008 01:22:48 +0100</pubDate>
      </item>
      
   </channel>
</rss>
