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L'uomo filtro

Scelgo parole, una tombola senza cartelle vincenti. Piove, ho i capelli bagnati: una bella sensazione finalmente che durerà poco, come sempre. Con le cuffie in testa ascolto e provo a fermare quello che passa qui dentro. Quando comincio una discussione tra me e me, perdo immancabilmente e scopro di aver sempre torto marcio. Così non esce nulla, poco. Poco perché poi comincio a pensare, mi pongo senza pensarci dei filtri, filtri che pensavo di aver perso e che invece stanno ancora lì in silenzio, pazienti, sotto una forma diversa da quella che avevo conosciuto tempo fa. Forse sono cresciuti, o meglio, trasformati e, ancora una volta, non mi permettono di essere quello che sono. Tu sei fatto di filtri, mi dice la voce che ho dentro, e se non li avessi non saresti più tu. Io sono l'uomo-filtro, penso. Sì, vedo che hai capito, mi dicono da dentro. Che palle! Non mi sopporto, non mi sono mai sopportato e avere le idee chiare non è mai stato il mio forte, tanto meno in questo ultimo anno. La domanda è sempre la stessa: che cazzo voglio? Guardo gli altri - cosa che non dovrei fare - e sembrano viaggiare su dei binari prestabiliti, appaiono sicuri e forti, con un bagaglio salvifico di esperienze pronte all'uso per i momenti di difficoltà, belli, realizzati, col sole negli occhi, convinti saldamente del loro essere persone mature, sempre pronti a dirmi che non so un cazzo mentre loro soltanto hanno il potere di dirmi cosa sia giusto o sbagliato. Io gioco d'azzardo. Ma che cazzo dico? Io non compio mai nulla che sia nemmeno lontanamente paragonabile ad un azzardo, a qualcosa di rischioso. Lo sai che sei noioso, oltre che vigliacco? Lo sai che è per questo che dopo un po' ci si annoia di te? Lo so e mio malgrado non faccio un cazzo. Aspetto che le cose mi passino sopra. Io sono un sasso. Vorrei fare più sbagli, più cazzate, più cambi repentini, avere meno rimpianti in futuro, avere il coraggio di tirare fuori, non dico sempre ma almeno ogni tanto, quello che mi passa per la testa, senza paura di essere giudicato. Sono un sasso ma devo muovere il culo. E so già che non ci riuscirò perché dentro mi dicono ridendo che tanto non sai che cazzo fare. Tanto, anche se credi di saper fare qualcosa di buono oppure se pensi di essere in grado di fare bene qualcosa, ci sarà sempre un altro che saprà farla meglio di te, nel lavoro come in tutto il resto. È inutile che pensi di essere speciale, sei mediocre. E così perdo di nuovo, contro me stesso.

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Commenti (1)

periodaccio quello del dopo.laurea. io passo da queste parti da giorni con l'intento di dirti qualcosa di utile, ma non trovo niente di sensato da dire, così taccio.
spero solo tu stia un po' meglio.
salut, S.


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Questa pagina contiente un singolo intervento scritto il 16.08.08 00:32.

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