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Spazio sicuro

In fondo al giardino, al di là della rete di recinzione, quest'anno hanno seminato il granturco. Le piante sono già molto alte, superano il metro di altezza. Tra qualche settimana avranno raggiunto l'apice del loro sviluppo e la linea dell'orizzonte non sarà più visibile del tutto. Solo le sagome dei colli più alti spunteranno come isole di un arcipelago sulla vasta superficie verde mossa dal vento freddo dell'estate che non arriva più. Milioni di anni fa era così: qui era tutto sommerso dal mare, barriere coralline, pesci colorati, vegetazione lussureggiante e tutto il resto, con la sola differenza che non c'era nessuno a prendere il sole sulla battigia, soltanto qualche grossa lucertola, forse. E forse era meglio così.
Il verde profondo che si annida nel fitto delle piante mi porta indietro di nuovo, anche se questa volta di qualche decina d'anni soltanto e non di intere ere geologiche. Il posto è lo stesso nel quale mi trovo ora anche se tutto è diverso: il vigneto è più giovane e ci sono alberi che ora non esistono più perché morti o sradicati. Fisso lo spazio profondo, il punto di fuga creato dai diversi filari di granturco e vedo un ragazzino che mi assomiglia infilarsi da solo in quel labirinto seriale creato dalla macchina da semina. Ricordo la sensazione di essere di statura più piccola, perché ancora dovevo crescere: abitavo in un mondo costruito per mostri giganti dove gli interruttori erano fuori dalla portata delle mie mani e sedersi su una sedia era come salire sopra un'automobile. Forse proprio per quel motivo cercavo di sparire, di allontanarmi, di trovare uno spazio sicuro dove non mi avrebbero potuto trovare, dove potevo illudermi che non ci fosse più nessuno di così mostruosamente enorme e pieno di problemi assurdi. Là dentro, nel cuore del campo di granturco, non esisteva più né il tempo né lo spazio: stavo in fondo al mare verde e guardavo il cielo sopra il pelo della superficie.

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Commenti (8)

edi:

vedi, con casapagina c'eravamo, poi il pc mi ha chiesto se si deve ricordare di me e io sono rimasta interdetta.

tornando al post, è come tornare nell'istituto di suore delle medie, è tutto più... piccolo di te

In fondo al giardino per me è un ottimo titolo per un racconto, no? :) Un bacio L.

mi sembra in un certo modo, che potrebbe essere la perfetta continuazione di a scanner darkly di dick.

Be', non ci sono fiori allucinogeni tra le piante di granturco dietro casa mia :)

williamdollace:

"Là dentro, nel cuore del campo di granturco, non esisteva più né il tempo né lo spazio: stavo in fondo al mare verde e guardavo il cielo sopra il pelo della superficie."

sì ma qui il pensiero riporta ad una M-aggiore consapevolezza.

erano solo mie sensazioni non volevo attribuirti niente..^^

:D forse la sostanza M è nell'aria...

Off topic.

Com'è il delirio grafico intellettuale di Casa di Foglie, l'ho preso un paio di settimane fa in biblioteca con grandi speranze (non dickens, mie..^^).

ma Only revolutions è il suo nuovo libro? che tu sappia uscirà in ITA?

Gaja:

Ma il gatto "a sbrodegheto" è una BARBARIE! :-D se lo sapessero i tuoi felini! :-DDD

(serbellonimazzantiviendalmare)


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Questa pagina contiente un singolo intervento scritto il 14.06.08 21:49.

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