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Fragile

Il cielo incombeva con riflessi d'inchiostro. Pioggia calda, odorosa. Il rombo dei treni e dei tuoni attraversava l'aria carica e densa. Passanti di carne, con piedi, braccia, occhi e tutto quanto il resto, scendevano dal treno usando le stesse parole ma con bocche diverse. Pomeriggio. Il bar della stazione aveva i neon accesi. Attese e voci lontane rassicuravano attraverso i cellulari. Le nubi sembravano ancora volersi schiantare al suolo.
Portava un Barbour come era di moda tanti anni fa. Verde. Una valigia rigida con le ruote era appoggiata poco distante dalle sue scarpe consumate di pelle marrone. C'era scritto "FRAGILE" sull'adesivo appiccicato su un fianco. Gli occhiali d'osso montavano lenti spesse. Allontanavano tutto quello che gli stava intorno, forse. Il maglione marrone faceva caldo sotto la giacca invernale. Le sue mani lo sfilavano dal collo. I capelli non si potevano spettinare, perché la testa era calva. Aveva aperto la valigia in mezzo alla gente. C'erano dentro una ruota di bicicletta, un copertone con le tele sfaldate. C'era anche un grumo di vestiti. Mutande sporche di merda. Bollette dell'ENEL. Il Corriere Della Sera. Fotografie. Sessant'anni. Dentro una valigia. Sotto la pensilina della stazione.

Riferimento

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Commenti (3)

D:

Storie di stazioni, storie di chi viaggia. Termini a Roma mi manca anche per questo.

ciao, passavo di qui...ma dove sei finito? un bacione.

@ D: uè! Ma hai cambiato blog? Roma Termini è una stazione un po' più grande di quelle che sono solito frequentare io. :)

@ mammina: Ciao! Sono vivo :) Baci a tutti!


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A proposito

Questa pagina contiente un singolo intervento scritto il 16.05.08 00:28.

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