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Baciabanchi

Vado alla presentazione del nuovo libro dello Scrittore Coi Capelli Unti. Ci vado dopo una decisione frettolosa presa su due piedi, in seguito anche a una latente nonché inespressa rototraslazione delle basse sfere, mentre già con la macchina me ne sto andando da un'altra parte, sotto la pioggia.
  Arrivo con quasi mezz'ora di ritardo. La sala all'interno del chiostro restaurato, ormai gremita di persone ben vestite e abbronzate, si gira nella mia direzione con un'ineccepibile coreografia di teste. Da questo e da altri particolari realizzo che, pochi minuti prima, sarebbe stato meglio io non avvessi invertito la direzione della macchina per andare alla presentazione. Ma oramai mi trovo lì e cerco con lo sguardo un posto dove sedermi buono buono e sperare di sprofondare di nuovo tra le coccole dell'anonimato. Mi siedo su una poltroncina industriale nera tra due coppie dall'aspetto molto minimale. Mi squilla il cellulare che, nella fretta di trovare un parcheggio non troppo distante, ho dimenticato acceso. Mi scappa pure un merda! sibilato a denti stretti e, senza che io abbia impartito nessun ordine preciso, le mie mani hanno già trovato il tasto rosso per spegnere l'aggeggio, non prima di un breve messaggio di scuse. Yul Brynner, il cinquantenne pelato seduto alla mia destra, mi guarda sperando che io prenda fuoco e finisca in cenere di lì a pochi istanti. Penso la stessa cosa ma taccio e maledico la pessima scelta del giubbino in pelle per coprirmi dall'umidità: scricchiola ad ogni mio più piccolo movimento.
  Nel frattempo, dietro il lungo tavolo in testa alla sala, una Giornalista Coi Capelli Corvini si vanta con una profusione dettagliata di aneddoti di essere un'amica di vecchia data dello Scrittore Coi Capelli Unti, fin dagli inizi della sua carriera letteraria, ben tredici anni fa, bla bla bla. Finito l'intervento i due si abbracciano e si sbaciucchiano davanti alla platea. Due vecchie sedute alle mie spalle, odorose di naftalina, attivano la modalità brusìo & chiacchiericcio, giusto per rendere ancora più piacevole la permanenza. Mi volto con garbo - ora anche Yul Brynner è dalla mia parte - con la speranza che il gesto le faccia desistere dal loro intento disturbatore. Ottengo in cambio soltanto un indifferente sorriso di cortesia.
  Prende posto al microfono tal Monsignor X che sembra essere l'unico ad aver letto il libro lì dentro, anche se poi è lui stesso il primo ad ammettere con aria colpevole di essere arrivato soltanto a pagina cinquanta. Capisco che la fatica letteraria che qui viene presentata al pubblico (e che tutti tranne me hanno già acquistato al banchetto all'ingresso e stringono ora tra le mani con l'intenzione di chiedere un autografo alla fine della serata) si occupa di temi religiosi: non per niente, alla mia sinistra noto la presenza del mio insegnante di religione delle scuole superiori che annuisce in continuazione con la testa ad ogni sillaba. Poco più in là si è appena seduto un altro influente prelato del mio paese - il posto a sedere gli è stato ceduto senza esitazioni da una donna che per poco non si è inchinata al suo cospetto - che ora ascolta con volto inespressivo l'arringa del collega. Di lì a pochi minuti sopraggiunge pure Monsignor Z il quale è stato per anni il Darth Vader del Duomo del mio paese. La Giornalista Della Testata Nazionale, nonché moderatrice compiacente della serata, lo invita al microfono a dire due cose non appena lo vede. Don Z si rallegra e quasi si commuove per la sopraggiunta illuminazione sulla via per Damasco dello scrittore il quale, è risaputo, non ha avuto una giovinezza per niente tranquilla e devota (l'appartenere a una famiglia bene ha portato dei notevoli vantaggi in tutto ciò). Ma di anni ne sono passati e pure lo Scrittore Coi eccetera..., quando interviene, confessa di aver sempre ricercato Dio in tutti i suoi romanzi e durante tutta la sua vita nei modi più disparati: offendendolo, pregandolo, sfidandolo e altre parole che terminano in "dolo". A me è sembrato un bel modo per pararsi le terga e così mi sono poi sfracellato le mani per applaudirlo, quando la sua voce profonda e impostata da accanito fumatore ha smesso di uscire dalla sua bocca. Ciliegina sulla torta: arriva pure il sindaco che dice "Questo paese AMA lo Scrittore Coi Capelli Unti".
  Si arriva alla fine dopo un paio d'ore. Baci, abbracci, commiati, complimenti come se piovessero (e infatti fuori pioveva).
  Suo figlio è venuto su proprio bene!
  Grazie!
  Complimenti! Davvero un bellissimo libro!
  Grazie!
  Sarà sicuramente un successo!
  Grazie!
  Come da copione, una fila di donne adoranti prende corpo davanti al tavolo delle conferenze ostendendo una copia vergine del libro il quale, a sua volta, fa bella mostra, in quarta di copertina, di una foto a tutta pagina dell'autore con un'espressione malandrina. Un'altra parte del pubblico, me compreso, si sposta all'assalto del rinfresco. Anche qui è tutto un "Buonasera Avvocato!" piuttosto che "Carissimo Ingegnere! Anche lei qui?": manca solo che comincino ad annusarsi il fondo dei pantaloni reciprocamente, come cani, ma poi penso che sono io quello ad essere fuori posto in tutto questo gioco.
  Un paio di prosecchi e passa tutto.

Riferimento

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Commenti (2)

Dai ma non ha i capelli unti :) Ti avrei proprio voluto vedere..L.

Non ha i capelli unti? Se qualcuno li avesse strizzati, ci avrebbe potuto condire la pizza. :D


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A proposito

Questa pagina contiente un singolo intervento scritto il 23.05.08 10:28.

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