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Notte

La macchina aziendale nera è parcheggiata fuori, nella nebbia, con una coperta stesa sul lunotto anteriore per ripararla dall'umidità. Tre gatti ci dormono sopra, accovacciati, vicino ai tergicristallo, sopra le feritoie che servono a fare uscire l'aria riscaldata dal motore. Ma ormai il motore è freddo perché è l'una e mezza di notte e anche le stelle sono fredde, come d'estate. Ma per loro, per i gatti, non fa differenza, forse. Forse per loro quel posto sembra più caldo e accogliente di qualsiasi altro posto dove di solito passano la notte.

Io porto soltanto il pigiama addosso, il solito pigiama da sfigato, e l'accendino infilato tra l'elastico delle mutande da quattro soldi del supermercato e la pelle nuda, dal momento che sono sprovvisto di tasche. Fumo, aggiungo nebbia alla nebbia. Fuori nebbia, dentro nebbia e fumo. Non sento freddo e non tremo. Non mi rendo nemmeno conto del passare del tempo, né delle macchine che non posso vedere ma soltanto sentire passare sulla strada statale. Cinque minuti nel buio, prima di tornare a letto a dormire. Li ho sempre contati e sono sempre stati cinque i minuti che impiego per fumare una sigaretta, precisi e svizzeri. È un'unità di misura, la sigaretta, che uso spesso per scandire le azioni, per arrotondare le ore, per dilatare le azioni che devo, prima o poi, compiere comunque ma che sono rese temporaneamente più distanti da quelle boccate di fumo.

Nebbia anche dentro, dicevo. Sì, perché non esistono abbaglianti o fendinebbia che la possano tagliare. E in fondo mi piace davvero procedere a tentoni, scambiare gli oggetti per altre cose che non sono affatto, travisare completamente le sensazioni e doverci fare i conti soltanto quando la distanza si accorcia drasticamente e l'urto diventa inevitabile. Ho poco sonno e una voglia insaziabile, indicibile, che posso confessare solamente a me stesso, con complicità. E le parole si affollano davanti agli occhi, andandosi ad aggiungere ai contorni malmessi delle cose, rendendoli ancora più confusi.

Il gatto nero si struscia addosso le mie caviglie.

Spengo il mozzicone ancora ardente tra la ghiaia umida con un piccolo fizz.

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Commenti (8)

gaja:

notevole. che atmosfera...
davvero evocativa.
mi pare di vederla, l'immagine.
bravo, fratello:*

(calboni)

Grazie sorella, troppo gentile! :)

(silvani)

gaja:

ma è 'a verità...
er majale ar massimo po' 'na scenata, ma nun è pazzo...


(serbelloni mazzanti viendalmare)

gaja:

po' FA' 'na scenata. (errata corrige)

(cobram)

dai 6 ai 7 minuti.
tempi e temi diversi: io stanotte l'ultima sigaretta l'ho fumata guardando il gatto che fissava un punto indefinito in giardino, visibiilmente teso
ciao

gaja:

uh, remo, che bello! sei gattaro anche tu?
meowr! =^..^=
anche io ci metto dai sei ai sette minuti per fumare (più sette che sei...)
ciao, remo! un bacione! (scusa, fratello, se approfitto del tuo blog per salutare remo! ;-))

@ Remo: già, è vero. I gatti vedono cose che noi non vediamo. Però, se il tuo gatto era teso, potevi offrirgli una sigaretta, no? :)

@ Gaja: SILENCE! (siamo tutti gattari, comunque)

gaja:

SILENCE! I KILL YOU!!! :-DDD
(ho visto che hai cambiato il SOTTOTITOLO al bròg :-DDD)


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Questa pagina contiente un singolo intervento scritto il 16.02.08 01:29.

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