Fili d'erba piegati dall'umidità e dal fango. Nebbia, bianca, ceca. La superficie del canale di scolo è uno specchio, sporco. Piume e penne, non un caso. L'airone è morto, rigido, schiantato tra melma acqua. Con un occhio sembra guardare al cielo, ma il cielo non c'è e l'occhio non può vedere più niente. Le zampe son rami spezzati e non è da solo, l'airone: sono cinque i cadaveri, tutti a guardare il cielo senza poterlo vedere. Poco più in là, oltre la riva, la mole della discarica comunale in silenzio se la ride e ingrassa.