Alle dieci di ieri sera stavo in fila al cinema per comprare un biglietto. Persone davanti e dietro di me, in attesa. Per arrivare al cinema, pensavo, ho percorso una strada dove le automobili proseguono in successione: persone davanti e persone dietro. Al casello dell'autostrada, alla cassa del supermercato, in banca, all'ufficio postale, ai bagni, davanti le discoteche, alle cerimonie, in mensa, dal medico, al semaforo: persone davanti e persone dietro. Mi sento inserito in una stringa. Dove sono i capi, se ci sono? Che cosa aspettiamo tutti? Qualcuno dovrebbe decifrarci.
Le rondini sugli argini dei canali, sopra i campi di grano appena falciato, si muovono come nuvole, gioiosamente scomposte, a caccia d'insetti, api appoggiate sugli ultimi fiori dell'estate.