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Arrivano di notte

C'è la luce alogena sopra la porta d'ingresso. I fili d'erba del prato iniziano a inumidirsi pian piano. Scie trasparenti dai colori cangianti disegnano arabeschi sul cemento della pavimentazione davanti la casa unifamiliare. Ogni scia termina con una grossa limaccia umida e paziente. Una è più grossa, più scura delle altre, muove le antenne tentacolari con lentezza ipnotica. Una sfinge testa di morto sfarfalla e s'appoggia poco distante con i suoi occhi inespressivi. Un miriapode uscito da una fessura del muro si ferma di fronte alla lumaca. In tre formano un cerchio vicino ai gradini d'ingresso, più che altro un triangolo. La lumaca si protende verso l'alto, in verticale e comincia a parlare.

[lumaca, sputando e colando bave filamentose in ogni dove]
- Allora? Siamo pronti? E' arrivato il tempo, come ogni volta che fa buio.
[sfinge, batte le ali per ripararsi dalla pioggia filamentosa]
-Io sono pronto. Però, porcaputtana, pulisciti tutta quella bava. Ho appena finito di mangiare.
[lumaca, ritira leggermente i peduncoli]
- Lo farei, ma ho finito i cleenex.
[miriapode, le zampe ticchettano impazienti]
- Scusate il ritardo...
[lumaca, si inflette verso il miriapode]
- Ciao Mir, non preoccuparti, pagherai dopo per questo.
[miriapode]
- Ciao! Allora che si fa?
[lumaca, con aria da elementareuòtson]
- Aspettiamo qui vicino alla porta che il ragazzo torni a casa. Quando aprirà la porta noi entreremo con lui.
[sfinge]
- Mi sa che tu rimarrai chiuso fuori visto che sei veloce come un fulmine.
[lumaca, cambia colore e diventa verdastra]
- Non sfottere, brutta testa di morto. Lo sai benissimo che posso fare ciò che voglio e che questa cosa viscida è solo una copertura.
[sfinge, si avvicina alla lumaca, sprezzante]
- ...una copertura perché non ci scoprano gli umani e bla bla bla.
[lumaca, lancia una piccolo lampo dalle corna verso sfinge]
- sei avvertito, testa di morto.
[miriapode, sfregandosi le zampe, rumore di zampe sfregate]
- hey, ma quando arriva? Io qui mi sto congelando le zampe, e non son poche...
[sfinge, agitando le antenne frondose]
- eccolo, lo sento. Arriva. Mettetevi al vostro posto e state pronti

La macchina svolta per entrare nel vialetto d'ingresso, si ferma di fronte al portone e ne scende un'ombra alta, sottile e un bel po' barcollante. Apre il cancello, parcheggia l'auto, richiude il cancello. Seguono un paio di minuti buoni di fruga-fruga nelle tasche per trovare le chiavi di casa.

"ma dovecazzo accendino scontrini monete chiavimacchina chiavoinmacchina magari minchia dove sono finite eccole qui a che mi è servito ridurmi così tanto adesso starò sveglio lo stesso porc ho chiuso la macchina non mi ricordo che ppalle sì l'ho chiusa e il cancello è chiuso sì ho chiuso anche quello apriti porta non fare rumore quanti insetti del cazzo ci sono qua fuori bleah una lumaca è tardi cerca di stare in piedi senza sbatterli troppo e far casìno chiudi la porta senza nessun clic devo avere un alito da ddt misto polvere non ci devo pensare unico obiettivo dormire vado in bagno prima mi spoglio o prima vado a pisciare che dilemma questa luce di merda mi forerà gli occhi prima o poi meglio andare al buio non mi fa paura ecco il letto spengo il telefono lo lascio acceso che non si sa mai no la batteria scarica dove cazzo ho messo il caricabatterie eccolo attacca infilati sotto le coperte e dormi tanto arrivano a prenderti lo stesso come ogni notte e tu non ci puoi fare proprio niente vabbè magari stanotte non sarà così che mal di testa il nulla eccolo se non penso a niente forse dormo ma sto già pensando a qualcosa zanzara di merda ti ammazzo"

Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, la luce sul comodino si spegne. Rimane il rumore delle rare macchine che sfrecciano impazzite sulla strada. Nel buio incompleto del corridoio, appena fuori dalla camera da letto, la lumaca, la sfinge e il miriapode si raggruppano nuovamente in circolo, più che altro un triangolo.

[miriapode]
- bè, almeno qui non fa più freddo, eh?
[lumaca]
- vedi di stare zitto e diamoci da fare invece...
[sfinge, appoggiata al vetro della porta]
- ci dobbiamo squagliare anche stanotte e passare sotto la porta, che palle!
[lumaca]
- perché? non ti ricordi più come si fa, Seth?
[sfinge, comincia a gocciolare e a squagliarsi in una densa pozza nerastra sul pavimento]
- e non chiamarmi per nome, cretino! blub blup bl
[lumaca, non si capisce se si stia squagliando o meno, tanto è uguale]
- ti chiamo come cazzo mi pare! Ricordati che sono io qui a comandare... blup blot sbl

Coagulato in tre grumi di melassa nera e gorgogliante, il trio assortito di (finti) insetti e (finti) molluschi (uno solo) si infila limaccioso nella fessura tra porta e pavimento per poi riemergere nella stanza dove ancora nessuno riesce a cadere tra le braccia del sonno. Altri gorgoglii osceni si alzano dal pavimento. La melma comincia a gonfiarsi e assume forme grottesche. Tre sagome multiformi che poco prima erano insetti stanno in piedi ora vicino all'armadio verde, al posto degli occhi fori pieni di stelle silenti. Puzzano d'incenso ma nessuno può annusare.

[forma uno, prima miriapode, voce da scarico di lavandino]
- finalmente comodi!
[forma due, prima sfinge, flatulenze assortite]
- già... però che palle.
[forma tre, prima lumaca, bave vischiose lanciate in giro]
- invece di ciarlare tira fuori le foto e il proiettore. Comincia lo spettacolo per il bimbo.
[forma due, già sfinge, aka Seth]
- lo sveglio io, almeno mi diverto un po'.

"burp starò dormendo non riesco a muovermi ma vedo la camera gira tutto è un sogno che paura chi sono queste ombre nella mia camera tranquillo è solo la tua testa e puoi svegliarti quando vuoi perché non posso dormire senza sogni forse è chiedere troppo mi manca un pezzo chissà che starà facendo dorme cretino sei tu che non riesci più a dormire mi sento bloccato provo a muovere il piede sinistro non si muove eppure gli sto dicendo di muoversi e se girassi il collo bloccato pure quello eppure vedo la stanza come fossi sveglio l'alcool fa brutti scherzi lo sapevi stronzo se mi sforzo ci riesco voglio cambiare il passato questa non è la realtà qual'è la realtà niente è reale strade secondarie pensieri sconnessi dai che mi sto addormentando chi mi tocca sono solo io chi mi sta toccando ho un peso sul petto stai sereno è un sogno"

[forma due, detto Seth o Sfinge, sopra il petto del ragazzo in crash]
- pucci pucci? Svegliati è l'ora dei pesci in faccia! :D
[ragazzo crashato, inspira forte l'aria, un risveglio vero]
- hhhhhhhhhhhhhhh
[forma due, bacia il ragazzo ormai in kernel panic]
- ti piaccio, dimmi che ti piaccio. Ora alzati in piedi e mettiti in ginocchio.
[ragazzo crashato, si alza dal letto in pezzi scomposti, volume voce siderale]
- cosa volete da me?
[forma tre, lumaca pochi istanti prima]
- non è un tuo problema, non fare domande. Il tuo problema è quello che tu hai dentro, non l'hai ancora capito?

L'ex lumaca con un colpo di artiglio-tentacolo-mano-quelcheè manda in frantumi l'armadio verde, liberando in tal modo la parete. Nel tempo impiegato dalle schegge, dai libri e dagli indumenti per toccare il pavimento, è già stata allestita una piccola sala di proiezione composta da: sedia da ufficio modificata con cinghie di cuoio per braccia e gambe, proiettore per diapositive riesumato dallo scantinato di qualche scuola media, proiettore per pellicole super-otto, popcorn, bibite gasate (con metano). Nessun altro nella casa sembra essere sveglio. Comincia la proiezione.

[ragazzo sempre più crashato e legato alla sedia]
- no, non può essere vero
[ex limaccia, apre la bocca in un ghigno fatto di lame di ghiaccio]
- è quello che è successo quel giorno e tu lo sai
[ragazzo, chiude gli occhi e gira la testa di lato]
- non voglio vedere
[Seth, ex sfinge testa di morto, con gli artigli spalanca gli occhi al ragazzo]
- e invece te lo guardi tutto, carino ;D

Le immagini rimandano la stessa scena da tutte le angolazioni possibili. Passano i minuti, le ore. Più di una proiezione, a ripetizione. Le urla del ragazzo in crash si fanno sempre più flebili e si trasformano in un tremore diffuso a tutto al corpo. Gli occhi devastati dalle lacrime. I tre démoni, prima insetti, se la ridono e commentano la pellicola con battute oscene. Quasi all'alba, prima di andarsene strappano il cuore dal petto del ragazzo in crash. Un grumo nero di cavi e carbone bruciato. Fanno un paio di lanci per centrare il cestino della spazzatura e fanno pure canestro. Poi se ne vanno, chi strisciando, chi camminando, chi volando.
Il ragazzo l'hanno lasciato lì, a tremare sul pavimento. Un rivolo di liquido colorato gli esce dalla bocca; la sua pelle, i suoi capelli, gli occhi e le unghie restano in bianco e nero, sgranato.

Riferimento

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Commenti (7)

Se siete arrivati fino alla fine e avete capito qualcosa, allora siete bravi. Io non c'ho capito nulla.

e fanno pure centro, quei maledetti! :-*

Già, ha dato fastidio pure a me. C'ho provato un sacco di volte ma mica e facile, eh! :)

MrsC.:

Volevo solo dire:
Tu stai fuori.

Ecco: io cerco di farti i complimenti e tu invece vieni qui e sai solo dirmi che sono pazzo. Grazie :)

MrsC.:

Ma era un complimento... ;P

mb:

sembra l'inizio de 'La storia infinita' (con musiche originali di Giorgio Moroder)


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Questa pagina contiente un singolo intervento scritto il 16.09.07 04:07.

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