07.05.08

Splendor vacui

Il sole è alt(r)o nel cielo, malgrado il pomeriggio inoltrato. Erba secca ai lati della superficie sassosa e arsa della strada in terra battuta. Pini domestici effondono il loro odore di resina e di aghi morti nell'aria. Le acacie immobili, senza vento, senza respiro alcuno, offrono rifugio tra le loro spine rade alle cicale che sfregano le zampe in un'unica nota ritmica.

Il rumore della bicicletta - regalo e reperto della prima comunione -, delle sue ruote di gomma coi denti di gomma che di tanto in tanto fanno schizzare come proiettili i sassi verso direzioni non calcolabili e imprevedibili, spaventa le lucertole appiattite sulle superfici irregolari delle rocce esposte al sole. I sassi a volte rimbalzano contro il telaio metallico che per tutta risposta emette un clank. Altre volte sfrecciano sibilando contro altre rocce ai lati del sentiero oppure si perdono sordi tra l'erba alta.

Pedalo, sudo, e gli insetti mi danno la caccia, attirati dall'anidride carbonica e dal calore emesso dalla mia pelle. Non faccio caso né al sudore che mi cola copioso dalla fronte sugli occhi socchiusi per via della troppa luce, né alla sterpaglia che mi frusta di tanto in tanto i polpacci scoperti ferendomi. Non ci faccio caso, perché non prestano attenzione a tutto questo nemmeno le pietre o le piante lì intorno. Io non sono da meno: penso solo a spingere i piedi sui pedali, con tenacia, a ritmo di cinque quarti, per salire il sentiero, pedalata dopo pedalata, e guadagnare la cima con determinazione. Lo sterrato che svolta dietro una piccola cresta sul lato del monte si dirama in due direzioni opposte, ognuna delle quali si perde indistinta nella macchia, senza offrire possibilità alcuna allo sguardo di intuire verso quale destinazione possano portare, se verso la cima o di nuovo a valle. Appoggio i piedi a terra, prima il sinistro, poi il destro, cercando aderenza con il terreno. Sbuffo e prendo fiato mentre il caldo mi sopraffà dall'interno, a vampate in sincrono col battito del cuore accelerato. Bevo con avidità l'acqua ormai calda della boccetta di plastica.

E adesso che faccio?
Sei troppo distante da casa per tornare indietro.
Lo so.
Puoi soltanto andare avanti.
Eh, grazie! Ma dove?
Dove vuoi tu.
Vorrei tanto saperlo.
Soltanto io ti posso aiutare.
Credo di sapere anche questo.
Allora che c'è che non va?
Dovrei darti retta più spesso, ecco cosa c'è...
E te ne accorgi solo ora?
Credo di sì.
Credi o ne sei sicuro?
Ne sono sicuro.
E cosa vorresti che ti dicessi, ora?
Vorrei che mi dicessi cosa voglio davvero.
Cosa vuoi?
Saper scegliere.
Ma tu sai farlo, sai? È solo che non ne sei pienamente consapevole.
Ora che me lo hai detto lo so.
Devi soltanto ascoltarti.
È quello che sto facendo.

Non prendo nessuno dei due sentieri. Getto la bici e me ne fotto di chiuderla a chiave con la catena, me ne fotto delle strade battute da altri, me ne fotto degli insetti che mi danno la caccia, me ne fotto della stanchezza e del sudore. Mi immergo nella vegetazione che cresce fitta ai lati del percorso in terra battuta. I rovi mi rigano le braccia scoperte, le ragnatele mi si appiccicano al viso, pezzi di pianta secca mi si impigliano nella barba. Il bosco è vivo, respira con un crepitio di legni e cose che si muovono fuori dalla vista. Respiro, con lui, assecondandolo con riverenza. Mi sento piccolo, lascio che quella bocca verde e spalancata mi inghiotta nelle sue viscere che portano inesorabilmente verso l'alto.

E quando sto sopra la montagna e guardo verso il basso, verso valle, capisco un bel po' di cose: che le case sono piccole, le strade dei capelli per terra, le macchine chicchi di riso, noi dei piccoli parassiti, mentre l'orizzonte invece è così grande e distante.

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28.04.08

sei

È tutta colpa di Cate.

Sei cose che mi piace fare:


  1. Lasciare che i pensieri si susseguano rapidi, così tanto da perdere la cognizione di quello che mi circonda, così forte da non avere più il senso del passare del tempo e dello spazio. Gli occhi si fissano su un punto all'infinito e lo sguardo è rivolto all'interno o chissà dove;

  2. Fare lunghi giri in bicicletta. Batto sempre gli stessi luoghi e gli stessi percorsi. Di solito vado lungo l'argine del canale verso i colli. Altre volte invece preferisco la pianura con il suo splendor vacui fatto di distese verdi, casolari abbandonati, facce stropicciate dal sole;

  3. Leggere. Leggere libri che mi facciano venire la pelle d'oca, arricciare il naso, ridere, piangere, avere paura, tremare, ballare, star male, libri che mi facciano allontanare da qui (vedi punto numero uno di questa lista), che mettano in discussione le mie certezze o che le rinsaldino... ;

  4. Suonare (ascoltare). Ascoltare i suoni che stanno dentro di me e tentare di tirarli fuori. Tutti abbiamo delle note che sono soltanto nostre, io penso questo. A volte bisognerebbe avere un po' di tempo per stare lì ad ascoltare. È che spesso non se ne ha la voglia perché potrebbero venirne fuori solo clangore assordante e stridore (mica male, però!);

  5. Mangiare (+bacco, tabacco e venere). Ma queste credo siano cose che piacciono a tutti e forse non vale nemmeno riportarle qui;

  6. Misurare. Dare una misura a tutto, trovare un posto per ogni cosa, identificare, collocare, mettere delle distanze, accorciarle, allungarle, mettere in ordine. Forse scrivo questo per avere l'impressione che tutto si possa controllare anche se so benissimo che non è mai così. Dopotutto sono anche molto disordinato e la mia camera ne è testimone.

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15.04.08

Anno bisestile

"Ce n'est une bonne nouvelle ni pour l'Italie ni pour l'Europe".

Le Monde

"Las elecciones dejan una noticia histórica: la desaparición parlamentaria de la izquierda radical, que muere víctima de la polarización del voto tras la decisión unilateral de Veltroni de presentarse solo para no repetir la coalición de 2006. La Izquierda Arcoiris pasa del 10,4% de los últimos comicios al 3,09%".

El Pais

"Rejecting the sober responsibility of the departing prime minister, Romano Prodi, Italians chose in a moment of national self-doubt a man whose dramas - the clowning and corruption scandals, his rocky relations with his wife and political partners, his growing hairline and ever browner hair - play out very much in public".

The New York Times

"Silvio Berlusconi triumphiert: Mit einer klaren Mehrheit in beiden Kammern hat der italienische Multimillionär die Macht zurückerobert. Viele rätseln, warum die Italiener ausgerechnet den zwielichtigen Unternehmer wieder gewählt haben. Die Antwort: Il Cavaliere war nie wirklich weg vom Fenster".

Spiegel Online

"Bitteres Wahlergebnis in Italien: Der konservative Silvio Berlusconi wird ein drittes Mal Miniterpräsident werden. Kein gutes Omen."

Die Zeit

"But Berlusconi's triumph will send a shiver of apprehension through Brussels, where memories are still fresh of the way his government let Italy's public finances run out of control, threatening the stability of the euro".

The Guardian

09.04.08

New entry

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È uscito un altro libro mostruoso per vibrisselibri. Si intitola "Tutto deve crollare", l'autore è Carlo Cannella.

«Tutto deve crollare è, in sintesi, una riflessione sulla forza corrosiva del tempo e sull'azione propulsiva e insieme disgregante del profitto a ogni costo. L'ideale può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell'esistere, e che riverbera sul destino di ognuno l'ombra di un incolmabile e decisivo difetto d'essere».

L'immagine di copertina è opera di Marco Cannella (non sono parenti anche se il cognome potrebbe trarre in inganno).
Il libro, al solito, è disponibile per lo scaricamento gratuito seguendo vari link da qui o usando come chiave di ricerca "vibrisselibri".

27.03.08

11111

Non ci crederà nessuno, ma domenica scorsa, il 23 marzo 2008, ho festeggiato il mio 11111 (undicimilacentoundicesimo) giorno di vita. Il problema è stato trovare tutte le candeline e una torta abbastanza grande per contenerle tutte.
Ho mangiato e bevuto così tanto, pervaso dalla gioia incontenibile, che sono stato poco bene per i due giorni successivi (rispettivamente il giorno numero 11112 e numero 11113). Ho mangiato salsicce alla brace, polenta abbrustolita, stufato di fagioli, spinaci, risotto di funghi, melanzane alla parmigiana, torta salata al radicchio trevigiano, pasticcio con ragù di carne, colomba con l'uvetta e le mandorle, caffè, grappa e la famosa Tagliatella di Bassano. Quei meravigliosi cantucci poi sono scomparsi in un battibaleno, tanto erano squisiti, nonostante non avessi del Vin Santo per accompagnarli ma del Grecale di Sicilia (che comunque ha fatto il suo dovere). Mi girava la testa, barcollavo, i capelli di paglia e la barba moquette. Non era un bello spettacolo ma ero felice comunque perché 11111 è un bel numero.
Ho pensato che quando festeggerò il 22222 giorno della mia vita sarà il 25 agosto del 2038, avrò quasi sessantuno anni e chissà cosa starò facendo, chissà se mi ricorderò che quello è il mio ventiduemiladuecentoventiduesimo giorno di vita. Domande senza una risposta, come al solito. Intanto mi accontento del mio undicimilacentoquindicesimo giorno: fuori piove, il cielo è grigio e poi magari esco lo stesso con la mia pashmina beige intorno al collo.

19.03.08

un giorno da ricordare

Una bottiglia di plastica cade sul selciato
Una panca rossa al sole
Le mie mani fredde che scaldano
Non sentire più la stanchezza di giorni,
di mesi.








05.03.08

Electric(C)ity

Dalla finestra
alberi
danzano
pazzi,
braccia
al cielo
Io?
Fremo
d'attese.

[sound track]

03.03.08

LPELS

cuoreDpixel.jpg

È uscito oggi su "La poesia e lo spirito" un mio racconto.
Mica pizza e fichi.

[Ho tolto i commenti . Mi piacerebbe si commentasse di là (pure io c'ho le mie fisime).]

29.02.08

!!!!!

VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI
DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?

Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.


Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento.
Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!

REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)

ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:


  1. pubblicare questo post (esattamente così com'è) nel tuo sito o blog. L'originale del post che devi ricopiare è qui;

  2. mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l'indirizzo (l'url, quella cosa che comincia con "http://") del post di cui sopra, più quello di un altro post - uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere - che vuoi sia letto e valutato dall'arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;

  3. aspettare nuove istruzioni.

TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.

PREMI: il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.

Signore e signori, fate il vostro gioco!

Identità

Il solito pavimento bianco tirato a lucido. Sono le sette e mezza di sera e tra mezz'ora dovrebbero abbassarsi le saracinesche. Non c'è nessuno nei paraggi tranne le cassiere che guardano imbambolate i nastri mobili per far scorrere gli acquisti.
Faccio la spesa. Una piccola spesa, due tre cose, anzi, quattro: arance, yogurt, formaggio, biscotti. Una spesina. Passo al reparto libri per vedere quali titoli dovrò evitare di comprare quando avrò dei soldi da spendere. Guardo l'ora sullo schermo del cellulare che ho estratto dalla tasca dei pantaloni e decido che è ora di andare a casa, se solo sapessi dov'è.
Metto tutto sul nastro e la cassiera standardizzata esce dal suo stato di inattività. Mi dice un numero. Io le do un pezzo di carta e dei dischi metallici. Poi mi fa:
«Ti ha mai detto nessuno che assomigli a Neffa?».
«...» le dico.
«Sei proprio uguale, identico!». Sembra entusiasta di questa scoperta.
«Potrei avere il mio resto, per favore?».
Prendo gli altri pezzi di carta e metallo che la cassiera mi offre sul ripiano di plastica. Raccolgo i miei acquisti e mi dirigo verso l'uscita. Le mie spalle sentono di essere osservate, mentre cammino.
In macchina, prima di girare la chiave nel quadro, tolgo il portafogli dalla tasca sul culo dei pantaloni. Lo apro, prendo la carta d'identità e la squaderno.
C'è scritto Neffa.
Urlo.

supposte

"C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo".

Alex Supertramp

sul comodino


(i miei libri su aNobii)

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UN AMORE
Dino Buzzati
Oscar Mondadori
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TRILOBITI
Breece D'J Pancake
Isbn Edizioni
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SNOW CRASH
Neal Stephenson
Bur 24/7
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L'ARCOBALENO DELLA GRAVITA'
Thomas Pynchon
Bur
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sul piatto

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ATTACK & RELEASE
The Black Keys
Nonesuch Records 2008
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DIG LAZARUS DIG!!!
Nick Cave And The Bad Seeds
Mute Records 2008
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SEXUALITY
Sébastien Tellier
Record Makers 2008
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AMEN
Baustelle
Warner Atlantic 2008
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sott'occhio e sottaceto

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LA PROMESSA DELL'ASSASSINO
David Cronenberg
2007
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INTO THE WILD
Sean Penn
2007
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LUSSURIA - SEDUZIONE E TRADIMENTO
Ang Lee
2007
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Fino al collo

Audio, video, disco

Letture, lettere, letteratura

Trappola Alcolica

Sottosservazione